FAMILY LIFE COLLAPSE
LOTTIE DAVIES

Esistono catastrofi i cui segni non sono visibili sulla superficie terrestre.
Non apocalittiche distruzioni, piuttosto piccole fenditure nel tessuto quotidiano. Solitamente il fattore che determina una rovina è un agente esterno e invasivo, un intruso che interrompe il fluido scorrere della normalità, crea punti di rottura e porta con sé conseguenze devastanti. Non sempre questa confortante certezza può dirsi vera. Se uno dei significati della parola “καταστροφή” è morte, essa può essere tanto più autentica quanto più intima e privata.

Non sono esplosioni al sapore di sangue, ma incursioni di mostri partoriti dalla mente, le opere realizzate da Lottie Davies, appartenenti alla serie “Memories and Nightmares”. La visionaria fotografa britannica, con il contributo di chiunque le abbia sussurrato i propri incubi, descrive le malattie croniche della società medio-borghese. La forza dirompente di esperienze rimosse, paragonabile all’irruenza propria delle energie che generano cataclismi, esplode quando il corpo è libero dalle rigide barriere sociali e trova terreno fertile nella sfera del sonno, regno dell’inconscio.

Una catastrofe con il silenziatore, quella che si intuisce negli scatti di Lottie, ispirati ad esperienze individuali, reali o fittizie, trattenute e mai dimenticate, riemerse dalla primissima infanzia. Storie e ricordi sono fatti della stessa materia e si fondono nelle righe delle lettere scritte da amici e conoscenti dell’artista, i quali hanno avuto parte attiva nella realizzazione del progetto iniziato nel 2008 e concepito fin dall’inizio come un contenitore di paure condivise.

L’obbiettivo dell’eclettica Davies, che già padroneggiava il linguaggio del fotogiornalismo e si avvicinava alla narrazione per immagini di stati emotivi, non è passato inosservato. L’artista è infatti vincitrice della 5° edizione del Premio Internazionale Arte Laguna sezione Fotografia e del Taylor Wessing Photographic Portrait Awards 2008, concorso che le ha consentito di esporre alla National Portrait Gallery l’opera Quints. Si tratta di un artificioso ritratto che immortala una donna circondata da tendaggi e neonati – in realtà, un solo bambino in più pose. C’è compostezza ed equilibrio anche nell’inquietudine, c’è armonia anche nel peggiore degli incubi. La catastrofe può persino avere il volto di un parto plurigemellare, paura inconfessabile di una madre più che quarantenne di nome Caroline Sibley con cui Lottie ha parlato a lungo, lasciandosi ispirare.

Tutti i personaggi della miscela composta da passato e fobie possiedono almeno un ingrediente letale: una silenziosa creatura dalle sembianze mefistofeliche dorme nel letto accanto e le travi di una soffitta sono mostri che afferrano i polsi. Ripetizione vuol dire ossessione, sia che si tratti di oggetti che di volti identici. Deciso, il pugno omicida stringe il coltello che fende l’apparenza, la stessa spiata tante volte da un nascondiglio segreto dietro al comodino. Tesa l’aria che precede una strage, persino la nascita di fratelli o figli non è un lieto evento ma una perdita, egoisticamente parlando. Tra le righe, o meglio tra le tinte retrò di un atemporale passato, il timore di rimanere schiacciati, annichiliti dai segreti della psiche.

Sofia Mattioli

www.lottiedavies.com

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DROME vi consiglia le seguenti mostre:

LOTTIE DAVIES
Memories and Nightmares
La Chambre
4, Place d’Austerlitz
web: www.la-chambre.org

Strasburgo, dal 2 Febbraio all’11 Marzo 2012

LOTTIE DAVIES
Memories and Nightmares
Galería Cero
Calle Fuenterrabia, 13
web: www.galeriacero.com

Madrid, dal 22 Marzo al 25 Maggio 2012