ROBERT MONTGOMERY ::
FIRE POEM IN BERLIN

Echoes of Voices in the High Towers dell’artista britannico post-situazionista Robert Montgomery, è il primo grande progetto pubblico presentato nel Tempelhof Park (una volta il Tempelhof Airport). Robert Montgomery è un artista indipendente e negli spazi pubblici le sue opere diventano sculture, pezzi luminosi, cartelloni pubblicitari, che si possono trovare sui camion che attraversano Istanbul di notte, sui tetti degli edifici di Williamsburg, a New York, su una barca a Venezia o su una finestra a Ginevra, e adesso in tutta Berlino. Per l’inaugurazione, al crepuscolo, negli spazi del Tempelhof, ha anche acceso THE WAY THE PAGAN GODS ARE HALF REMEMBERED HERE (Il modo in cui gli dèi pagani sono per metà ricordati qui - NdR). Come afferma un’altra opera di Montgomery: RATHER BURNED THAN CAPTURED (Piuttosto che catturati, bruciati – NdR).
La mostra è curata da Manuel Wischnewski, in una straordinaria collaborazione tra artista e curatore. Barbara Polla era a Berlino e ha scambiato quattro chiacchiere con l’artista per DROME magazine.

BARBARA POLLA: Che cosa significa per te la mostra a Berlino?
ROBERT MONTGOMERY: È il mio più grande progetto fino ad oggi, quindi vuol dire molto. Abbiamo cercato di intervenire sulla città a tantissimi livelli, le sculture luminose al Tempelhof Park rappresentano l’opera più vasta, e per l’inaugurazione, nella stessa location, abbiamo anche creato un’opera infuocata, poi ci sono i ventitrè poetici cartelloni pubblicitari, sparsi in tutta la città, e infine cinque pagine anonime inserite in altrettante riviste tedesche. Entro Ottobre, sempre a Berlino, saranno realizzati un’altra grande opera luminosa e alcuni disegni che verranno presentati in città con 2 mostre distinte. Per me era fondamentale riuscire a creare un dialogo profondo con la città di Berlino su più livelli, un luogo così interessante in termini di cultura creativa sia passata che contemporanea. Sono stato invitato a intervenire in città al Neue Berliner Räume da Manuel Wischnewski, e lui ha fatto davvero un lavoro incredibile con i partner della metropoli. Riuscire ad ottenere i permessi per farci operare a Tempelhof sui vecchi campi di baseball dell’Airforce statunitense, veri e propri monumenti storici della Guerra Fredda, è stato un colpaccio!

BP: Questa mostra come affonda le sue radici nella storia?
RM: Beh Tempelhof, il sito principale che ospita la mostra, ha un passato storico davvero intenso, è stato il principale aeroporto nazista e, quando l’Armata Rossa è riuscita a prendere Berlino verso la fine della guerra, non riuscivano a mandar via dai tunnel sotto l’aeroporto l’ultima frangia del comando SS, così allagarono la zona e li bloccarono lì, riuscendo finalmente a farli soccombere annegandoli. Successivamente, durante la Guerra Fredda, è diventata una base fondamentale per l’Airforce americana, quindi mi sembra che questa costruzione racchiuda in sé i fantasmi delle due guerre, e i segni dei due importanti periodi della storia del Ventesimo secolo restano fortemente impressi su di essa. Volevo davvero creare le mie poesie di luce sui campi da baseball perché sono come un piccolo pezzo di America degli anni ’50 lasciato all’Europa, e spiegano il complesso rapporto politico tra America ed Europa che va avanti dal 1945. Quando ero bambino, in Scozia, dalla finestra della mia classe di matematica a Prestwick ho visto una bandiera americana e una piccola base aerea degli Stati Uniti, dove si trovavano i componenti dei missili nucleari statunitensi tenuti in Gran Bretagna. Essendo solo un ragazzino tutto questo mi spaventava e mi sentivo quasi come sopravvissuto in un’Europa occupata dagli Stati Uniti, quindi è per questo che quei campi da baseball per me sono così particolari ed è stato davvero terapeutico poter presentare lì le mie poesie sulla pace, guarigione e rigenerazione.

BP: Come si fa a collegare la politica del passato con quella attuale – e il futuro?
RM: Beh mi piace l’idea delle nostre città come musei, mausolei, luoghi che contengono la memoria. Penso sia un’idea piuttosto magica. E la politica della storia è una parte di questo. Così, quando lavoro in una città mi piace pensare alla storia del luogo – per esempio, le idee sulle quali stiamo lavorando ora per il Printemps de Septembre di Tolosa, che potremmo essere in grado di realizzare, mi interessa il momento del massacro dei catari di Tolosa ad opera della chiesa Cattolica nel 1180. In particolare mi interessa l’idea che i catari rappresentino una rara fioritura della tradizione Gnostica del Cristianesimo nell’Europa occidentale, gli gnostici erano anti-materialisti, pacifisti, e avevano molte caratteristiche che associamo maggiormente alle religioni orientali (l’inizio dello gnosticismo è proprio nelle lettere di San Paolo alla Chiesa d’Oriente). Nel Dodicesimo secolo i catari di Tolosa erano anche vegetariani, che credo sia un fatto storico meraviglioso! Sono intrigato dal modo in cui, nei secoli successivi, nel 1640, il credo dei catari anti-materialisti e pacifisti poi ricompaia tra i Quaccheri dissidenti d’Inghilterra, e come le loro idee portino alla pace del Ventesimo secolo – il movimento dei moderni Quaccheri sono stati la chiave, per esempio, dell’istituzione della Campagna per il Disarmo Nucleare (CND). L’eco delle idee dei Catari ha influenzato pensieri estremamente contemporanei, come l’Occupy movement (2011), quindi è questa idea di credenze ricorrenti, echi di filosofie che si verificano secoli dopo, come se queste idee fossero scritte in un regno spirituale piuttosto che intellettuale, che mi intriga.

BP: È interessante notare che, a Tempelhof, le fondamenta della tua arte sono fatte di erba, mentre il capitolo principale de L’Histoire comme une chair, l’ultimo libro che sarà pubblicato dal direttore artistico del Printemps de Septembre di Tolosa appena citato, nel suo contesto storico, riguarda l’erba che cresceva una volta per le strade di Berlino Est … L’erba a Berlino è una sorta dichiarazione?
RM: L’erba di Tempelhof? Beh, sai che era un’altra parte del progetto, l’idea della terra e l’idea del luogo come terra, prima della storia recente, l’idea dell’antico e sacro suolo europeo prima che i nostri paesi divisi fossero reinventati. Questo era il punto del Poema infuocato di Tempelhof, THE WAY THE PAGAN GODS ARE HALF REMEMBERED HERE. Gli dèi pagani rappresentano le divinità pre-cristiane dal momento in cui in Europa, invece di avere paesi divisi di frontiere, avevamo molti déi. Amo l’idea che un tempo avremmo potuto avere molte divinità, un dio per la gioia, un dio per il sole, un dio per la pioggia, un dio per la musica, un dio per la tristezza, un dio per il sesso, un dio per la morte, un dio per la pace, dèi diversi per diversi umori e modi d’essere. Sembra un rapporto molto più sano con l’idea di dio, non credi?
Ma alla fine e solo in generale, mi piace pensare alla città come ad una “terra selvaggia” quanto mi piace leggerlo in un libro di storia. Penso che sia un’idea davvero liberatoria, sentire il vento in città, sentire la pioggia sul tuo viso, sentire la terra sotto i piedi, e sotto il cemento. La città come Paesaggio, in qualche modo come un posto sempre selvaggio. Sai, ho parlato del poema di luce che ho creato a Londra all’inizio sempre di quest’anno – la città come queste due cose, un luogo selvaggio e come luogo che conosciamo, THE CITY IS WILDER THAN YOU THINK AND KINDER THAN YOU THINK, IT IS A VALLEY AND YOU ARE A HORSE IN IT, IT IS A HOUSE AND YOU ARE A CHILD IN IT, SAFE AND WARM HERE IN THE FIRE OF EACH OTHER.
Alla fine dell’inaugurazione a Berlino, si stava facendo buio e la pioggia del giorno iniziava a evaporare e a salire dall’erba e si è vista la nebbia della pioggia salire davanti alle poesie di luce, credo che quello sia stato il momento in cui ha espresso il meglio, ed è stato probabilmente il momento più bello di Berlino, e questo è anche il momento di cui non ho una foto. Perché l’ho ​​solo guardato.

Barbara Polla
24.07.2012

ROBERT MONTGOMERY
ECHOES OF VOICES IN THE HIGH TOWERS
Tempelhof Park - Installazioni in spazi pubblici
web: www.robertmontgomery.org / www.neueberlinerraeume.de

Berlino, da Luglio ad Ottobre 2012