PP CAPOVILLA ::
…inspired by

Ispirato dal tema della Catastrofe, appositamente per DROME 20, Pierpaolo Capovilla ha concepito un graffiante “testo di ricerca e, se vogliamo, di sperimentazione”, che è divenuto anche una preziosa audio-lettura…

L’empio insolente disprezza il Signore
Dio non esiste, questo è il suo pensiero
Sta in agguato dietro le siepi
dai nascondigli uccide l’innocente
La Bibbia, Salmo 110, 25-29

Di carnefici, son pieni la storia e il mondo. Piccoli miserabili fetenti indaffarati a raccattare gli spiccioli rimasti, alcuni si limitano a far fuori moglie, figli, nuora e suocera, incuranti dello scandalo che i gendarmi verranno a celare dietro chissà, fors’ anche sbarre per la vita tutta, oppure meditati suicidi.
Altri, hanno dimensioni colossali. Barbablù dei fondi monetari armati di marinai carichi di frustrazioni cocenti, spauracchi formidabili di popoli interi e interamente schiavizzati, delle vertigini vere della più vera paura, se ne fottono e, grazie alla sì nota paglia di cui son fatti alcuni, possiedono tutto. Stampa, radio, telefilm, parlamenti, giudici, poliziotti, preti e chierici, scienziati e filosofi, uomini, donne, animali, tutto. Per essi il palcoscenico è il mondo intero, e non sanno che farsene, come un lagnoso bambino biondino lentigginoso e viziatello che, stanco del suo giocattolo nuovo, lo fracassa compulsivo, mica per terra!, sui vinili di Scott Walker. Chiedete a Scaroni.
Altri ancora, sono tanto mediamente ignoranti, da non rendersi neppure conto d’esser tali – carnefici. Per essi Scott Walker è un liquore del discount. Chiedete ancora.
Per dirla schietta, il clown, l’insorto, l’intrepido, l’anti-borghese, nulla può di fronte all’immanenza della storia dei carnefici mitragliatori.
Tutti, comunque, parlano a vanvera, abbozzano, barano, scivolano di fronte all’essenziale. Un cucciolo di razza umana, disegnato su un muro di Milano Porta Genova.
Gli apostoli ci dissero che… siamo tutti fratelli. Ma io, di parenti così, non ne voglio sapere. Aspettare Dio, forse, non vale. Tutta questa pena.

Pierpaolo Capovilla per DROME magazine, 2012

Pierpaolo Capovilla photographed by Mauro Lovisetto, from the series Visible Beauty, 2011, courtesy of the artist

Pierpaolo Capovilla, classe 1968, è un musicista ed autore della scena indipendente italiana. Cantante e bassista di uno dei gruppi seminali degli anni ‘90, gli One Dimensional Man, con questi suona una serie sterminata di concerti in Italia e in Europa, e pubblica cinque album destinati a lasciare il segno nella storia del rock italiano più radicale e intransigente. Nel 2005, fonda Il Teatro degli Orrori, con cui si cimenta nelle sonorità a lui consuete, questa volta però cantando in italiano. Oggi, la band è una delle più note ed apprezzate dalla critica e dal pubblico più attenti ai contenuti e alla cifra stilistica dell’impegno sociale e del suono concreto e moderno. Il mai celato amore per i lirici russi del ‘900 lo spinge a cimentarsi con Majakovskij in una lunga tournée di reading in teatri, club, centri sociali e piazze occasionali. Eresia (Auditorium Edizioni, 2011), è il resoconto filmico di uno di questi reading, tenutosi a Faenza in occasione del Meeting delle Etichette Indipendenti del 2010. Nell’opera di Capovilla sono certamente distinguibili la sua devozione per la tradizione del rock più sanguigno di matrice americana, l’affezione per la poesia e la drammaturgia russe, ma anche la passione civile e l’attaccamento ai valori democratici, sempre polemicamente ribaditi in ogni esibizione e incontro.