MARCO KLEFISCH ::
STUDIO VISIT

Illustratore dal tratto pungente e incisivo, graphic designer e ideatore di uno spazio multidisciplinare (RADIO): Marco Klefisch è un creativo a 360° per il quale passione e professione si convertono l’una nell’altra.
L’abbiamo incontrato nel suo studio milanese, situato nel vivace quartiere dei Navigli.

DROME: Hai un passato da graffitista. Cosa ti ha lasciato questa esperienza?
Marco Klefisch: La mia attività attuale e quella di writer sono due pratiche distanti che tendo a mantenere slegate. I graffiti erano una sperimentazione molto personale, uno dei tanti test possibili per avvicinarsi all’immagine. Anche il progetto Rebel Ink, nato durante l’avvento del post-writing, è qualcosa di “congelato”, per il momento, ma non escludo, anzi spero, che un giorno si possa pensare a qualcosa di nuovo in questa direzione. Ciò che permane dell’esperienza dei graffiti sono senza dubbio la questione della competizione e la ricerca sugli spazi.

D: Come nascono le tue illustrazioni?
MK: Utilizzo in un primo momento la fotografia e successivamente l’inchiostrazione con la brush pen. Per anni ho disegnato a memoria, poi ho cominciato a lavorare con immagini campionate. Reperivo quelle dimenticate o non più in uso, e davo loro una nuova forma attraverso composizioni digitali. In seguito, ho riscoperto l’inchiostro e ho deciso di continuare a campionare immagini esclusivamente mie. Ora, infatti, tutto il percorso creativo, dalla fotografia di partenza al prodotto finale, è realizzato da me. Anche se ultimamente faccio uso dei colori, il bianco e nero rimane il mio linguaggio prediletto.

D: Il tuo CV include collaborazioni con diverse aziende e realtà editoriali: dalla campagna pubblicitaria firmata per Carhartt al progetto World Art Patronage per Mont Blanc, fino al libro d’artista Sette Giorni, edito da ready-made e realizzato in collaborazione con Manuel Agnelli. Come ti trovi a lavorare per committenti così diversi?
MK: Talvolta si tratta di lavori che mi danno la possibilità di avere carta bianca e di concretizzare idee che avevo già in testa da tempo. Il mondo dell’editoria è un po’ più difficile in termini di relazione e di scambi. Con i brand spesso mi trovo meglio, perché investono molto sul progetto e se ne accollano la piena responsabilità. In ogni caso, quando c’è fretta o non si hanno le idee chiare, ogni collaborazione diventa difficile. Il lavoro per Carhartt è stato molto soddisfacente. Mi sono divertito a coinvolgere i miei amici per i ritratti della campagna. A Maggio, presso l’headquarter del brand, a Monaco, presenterò la mostra “Solid Gas”, e per l’occasione realizzerò un progetto insieme al sound designer Painé Cuadrelli, con il quale condivido la passione per i dischi. Anche quello con Manuel Agnelli è stato un bellissimo lavoro, spero avrò modo di collaborare ancora con lui in futuro.

D: Descrivici brevemente il tuo studio.
MK: La mia zona (lo studio è in condivisione con l’amico grafico/calligrafo Luca Barcellona, NdR) ha un angolo computer e uno per il disegno, rigorosamente divisi. Oltre agli attrezzi del mestiere, tutt’attorno ci sono, in ordine casuale, libri, artwork, dischi e vari oggetti che non stanno più in casa! Infine, c’è l’archivio, dove sistemo tutti i lavori finora realizzati. Le dimensioni sono giuste, ma devo organizzarlo meglio. Mi piace molto la vetrina che dà sulla strada e mi trovo bene in questo contesto, senza contare che abito a due passi e che anche RADIO è qui accanto.

D: A proposito, come è nata l’idea di RADIO?
MK: Il progetto è partito due anni fa, dopo aver incontrato l’agenzia creativa xister di Roma. Volevano creare qualcosa su Milano, così ho pensato a uno spazio che periodicamente presentasse delle iniziative culturali trasversali. L’obiettivo era offrire un’alternativa intermedia tra un locale e un luogo espositivo. Ogni sei mesi, alcuni “guest owner” in residenza si occupano della programmazione, ideando degli eventi correlati a un tema specifico scelto insieme a me.

D: Altri progetti in preparazione oltre a quelli già citati?
MK: Ad Aprile parteciperò alla mostra collettiva “UV Ultra Violento”, presso lo spazio Le Dictateur di Milano. Poi, in concomitanza con il Salone del Mobile, presenterò insieme a RADIO il progetto Lost and Found, focalizzato sugli spazi interstiziali e residuali della città, quei luoghi di servizio che stanno fra un edificio e l’altro, con l’intento di censirli e riabilitarli. Inoltre, sto lavorando alle illustrazioni per il progetto Academy Fuori Classe di RedBull. In futuro mi piacerebbe dedicarmi all’ideazione di installazioni scenografiche. Lo scorso Dicembre, in occasione della presentazione del libro Sette Giorni presso La Triennale di Milano, ho creato una parete di specchi basculanti che fungeva da quinta per il live degli Afterhours. Ecco, se dovessi scegliere su cosa concentrarmi prevalentemente ora, vorrei intraprendere questa strada. Probabilmente questo interesse ha le sue radici nella mia esperienza come writer.

testo di Francesca Cogoni
foto di Carlo Beccalli per DROME magazine

 www.marcoklefisch.com

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DROME vi consiglia di non perdere il seguente progetto, a cura di Marco Klefisch:

LOST AND FOUND
Opening: 19 Aprile 2012 |dalle 19 alle 22
RADIO Store / CIRCUS Gallery
Via Pestalozzi, 4
web: www.radio-store.org

Milano, fino al 22 Aprile 2012