LIFE IN BETWEEN ::
MAIKO ENDO

Due chiacchiere con Maiko Endo

 

È Novembre, l’aria gelida e pulita ti taglia la faccia. Senti solo il bisbiglio delle ruote di bicicletta sull’asfalto. Respiri. Sei a Copenaghen. Tra una giapponese che assomiglia a una creatura magica, i suoi amici di New York e i suoi familiari venuti da parti opposte del globo per assistere alla prima del suo film, Kuichisan.

Acclamato come la scoperta dell’anno al CPH:DOX – il festival del documentario internazionale più grande della Scandinavia -, Kuichisan è il primo film di Maiko Endo, e vede la partecipazione di personaggi della scena indipendente di New York come Eléonore Hendricks e Sean Price Williams.

Un viaggio in 16mm attraverso gli occhi di un bambino alla scoperta della sua identità e di quello che lo circonda, per le strade e le geografie emozionali dell’isola di Okinawa. Una storia poetica e fotografica capace di portarvi dove non eravate mai stati, e ricondurvi a casa nello stesso istante. E diversi da prima.

Maiko Endo, photo by Eleonore Hendriks

DROME: Kuichisan è il tuo primo film. Come lo descriveresti a qualcuno che non l’ha mai visto? 
Maiko Endo: Come qualcosa di magico. Il film gioca con te e tu giochi con il film in un continuo riflettersi. È nato da un lampo.

D: C’è una connessione tra il bambino protagonista e la tua infanzia, o con il bambino che è rimasto in te?
ME: Si, è così. Altrimenti non sarei riuscita a fare questo film.

D: Com’è nata l’idea del film e cosa ti ha ispirato?
ME: Da una città chiamata Koza che si trova a Okinawa, l’isola del Giappone dove è ambientato il film. Un giorno ho incontrato un bambino che si era perso, Kaateo Toei. Da allora non sono riuscita a dimenticare il suono magico del suo nome, che ha iniziato a crescere dentro di me.

D: Cosa ti ispira in questo momento?
ME: India.

D: Sei nata e vivi a Tokyo, ma so che sei molto legata a New York. Come le due diverse città influenzano il tuo processo creativo e quello che sei?
ME: Collaboro con persone diverse provenienti sia da New York che da Tokyo e il risultato è frutto di questo interessante mix, la creazione di un qualcosa di unico. Ho viaggiato a lungo, facendo avanti e indietro da entrambe le città, perdendo spesso il senso del tempo e dello spazio, e oggi posso dirti che è stata l’esperienza migliore che potessi fare. È questo il mio modo di vivere. New York mi ha anche intossicato e dato il pugno che non avrei mai ricevuto da una città come Tokyo. Tokyo mi nutre qualunque cosa faccia. Così, New York mi colpisce, mentre Tokyo mi conquista. La combinazione perfetta.

D: Che progetti hai dopo Kuichisan?
ME: Un nuovo film. Non sarà ambientato né in America né in Giappone, ma nel mezzo. Vedo una ragazza. In testa la frase “L’amore deve essere reinventato” di Leonardo Di Caprio in Total Eclipse.

Alessia De Luca
15.12.2011

www.cphdox.dk