LEE SANGHYEOK ::
LISTEN TO YOUR HANDS

Tutti i sensi, vista compresa, sono estensioni del senso del tatto;
i sensi sono specializzazioni del tessuto epidermico,
e tutte le esperienze sensoriali sono modi di toccare
J. Pallasmaa, Gli occhi della pelle

 

Costantemente bombardati da “una pioggia ininterrotta di immagini”, come la definiva Italo Calvino nelle Lezioni Americane, Sei proposte per il prossimo millennio, riteniamo il senso del tatto così fondamentale da darlo – paradossalmente – sempre più per scontato. Dalla Corea Lee Sanghyeok, con la scrivania Listen to your hands, vincitrice del secondo premio D3 Design Talents e segnalata nella categoria Interior Innovation a IMM Cologne 2012, contesta l’attuale tendenza a privilegiare il valore iconico del design, e invita a riscoprire il tatto quale unico metodo efficace per interagire con le cose. Nel video promozionale del progetto, i cassetti della scrivania vengono aperti e chiusi di scatto: ogni spinta violenta o frettolosa forza l’apertura di un altro cassetto, ed è soltanto quando vengono serrati tutti con delicatezza che, finalmente, regna la quiete.

Come suggerisce l’opera di Lee Sanghyeok, è la possibilità di azione a distinguere il design dalle altre arti creative: gli oggetti non vanno contemplati, bensì vissuti. Il primo a valorizzare il linguaggio tattile del design nel 1931 fu Bruno Munari, con le sue tavole in legno, carta vetrata, sughero, corda, metallo, pelle ed altri materiali stravaganti, progettate per provocare stimoli diversi a contatto diretto con la pelle. In questa ricerca sull’aspetto materico del prodotto, si inseriscono gli esperimenti che giocano con superfici e textures per provocare reazioni polisensoriali inaspettate: è il caso della Plastic Chair in Wood di Maarten Baas, capolavoro artigianale in legno con le sembianze della classica sedia di plastica. La percezione tattile è alla base del nostro rapporto cognitivo con il mondo: il corpo “sente”, ed in virtù di questa sua sensibilità, si merita tutta la nostra attenzione. Nell’era dei touch screen, abituati come siamo ad accontentarci di sfiorare a malapena gli oggetti per ottenere un impulso, è fondamentale rieducare il nostro corpo al piacere di toccare. Perché il design è nelle nostre mani.

Giulia Milza
15.02.2012

Biblio-approfondimenti


– M. Mezzeo, Tatto e linguaggio, ed. Editori Riuniti, Roma, 2003
– B. Munari, I laboratori tattili, ed. Corraini, Mantova, 2004
– J. Pallasmaa, Gli occhi della pelle, ed. Jaca Book, Milano, 2007