IRIS VAN HERPEN::
SPECIAL GUEST FOR IN THE VAN #04

Una quarta tappa molto speciale per il cutting-edge tour di DROME, che ha incontrato – in esclusiva – niente meno che Iris van Herpen. Lo sguardo curioso e famelico di IN THE VAN non poteva infatti lasciarsi sfuggire l’occasione di intervistare “l’architetto della moda”, capace di plasmare materiali sperimentali sfruttando tecniche innovative come la stampa 3D.  Sul sottile confine di una moda concepita come artigianato artistico, il lavoro della giovane fashion designer olandese è frutto di un’incessante ricerca dal sapore avanguardistico che non ha mancato di ammaliare, tra i tanti, alcune icone assolute dello star system planetario (leggi Björk e Lady Gaga).
In occasione di una recente trasferta romana, legata alla sua presenza ad un talk organizzato dallo IED e ospitato dal MAXXI B.A.S.E, Iris si è timidamente concessa a DROME, raccontandoci qualcosa di più sulle sue creazioni dalle forme avveniristiche, tutte rigorosamente fatte a mano.

Iris van Herpen | Video-interview for IN THE VAN #04 | video by Jacopo Pergameno – music by Databhi

DROME: Qual è la tua visione di moda?
IRIS VAN HERPEN: La mia visione di moda cambia continuamente con ogni mia nuova creazione. Quando ho iniziato ad occuparmi di moda, ho focalizzato da subito la mia attenzione sui materiali, cominciando dall’artigianato, come se entrambi, artigianato e materiali, fossero in quel momento la mia più grande sfida. Con questi due elementi ho cercato di creare degli abiti che non fossero solo da indossare. Per me la moda è una forma d’arte, e non riesco a concepire moda e arte come due entità distinte, piuttosto le considero complementari. Con il mio lavoro cerco anche di mostrare altre identità perché credo che una persona abbia più di un’identità. Sono convinta che ciascuno di noi abbia diverse personalità e che, sebbene impariamo a costruirne una adatta a vivere all’interno della società o nella routine, in realtà tutti abbiamo dei substrati, e con il mio lavoro cerco di individuare prima di tutti i miei, perché, ad esempio, io stessa posso essere tanto minimal quanto stravagante.

D: Qual è il tuo concetto di avanguardia?
IVH: Credo che le persone vedano il mio lavoro come avanguardia nonostante non sia un processo in me consapevole. Penso che le persone abbiano diverse sfaccettature e con il mio lavoro quello che cerco di fare è proprio scovare “l’avanguardia” all’interno di ognuno, anche se non lo faccio coscientemente.

D: Cosa nutre il tuo immaginario creativo e come concretizzi gli stimoli esterni nella realizzazione di un tuo gioiello?
IVH: Il processo grazie al quale nasce una collezione è sempre diverso. A volte inizio dal concept, analizzo i materiali che più si adattano ad esso e infine cerco le collaborazioni che possono aiutarmi. Altre volte il processo è completamente inverso: l’ispirazione per una collezione può nascere dalla collaborazione o dal materiale. La stampa 3D si sviluppa in maniera ancora diversa e così ho a disposizione più tecniche per poter lavorare.

D: Molti fashion designer cercano di valorizzare la bellezza delle persone che indossano i loro abiti. Il tuo approccio sembra andare davvero oltre, “elimini” quasi l’identità delle persone utilizzando delle maschere…il tuo obiettivo è quello di reinventare l’identità delle persone che indossano i tuoi abiti?
IVH: Il mio scopo non è quello di reinventare l’identità delle persone, ma di scovare le molteplici personalità celate in ognuno.

D: Parlando di influenze extra-moda, quale canzone, film e libro sono stati fondamentali per l’evoluzione della tua creatività?
IVH: È molto difficile per me rispondere a questa domanda perché non sono mai direttamente ispirata da una canzone, un film o un libro. Per esempio, però, il mio fidanzato è un musicista ed è lui che compone le tracce per le mie sfilate. Quindi, in questo senso, quando collaboro con lui, la musica può ispirarmi.

D: Quale ritieni si possa definire oggi la più influente e innovativa capitale della moda?
IVH: Ho sfilato a Parigi, e quindi per me è questa la capitale della moda, ma immagino che se in un futuro sfilerò, per esempio a New York, potrò cambiare idea.

D: Qual è il tuo consiglio per un giovane designer?
IVH: Il mio consiglio per un giovane designer è quello di seguire il proprio istinto e non pensare troppo, ma davvero seguire il proprio istinto.

testo di Giulia Fasanella
foto di Jacopo Pergameno per DROME magazine
30.04.2012

www.irisvanherpen.com

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Scopri le prossime tappe del tour!

www.dromemagazine.com/in-the-van

 

DROME vi consiglia la seguente mostra:

Iris van Herpen
Groninger Museum
Museumeiland 1
web: www.groningermuseum.nl/en

Paesi Bassi, fino al 23 Settembre 2012