DROME 17 – TEMPO



DROME magazine n. 17 – the TIME issue

copertina: Nathalie Daoust

CHRISTIAN BOLTANSKI / FIONA TAN / URS LÜTHI / LÉOPOLD RABUS

ED TEMPLETON / GIUSEPPE GABELLONE / MELVINS / MAARTEN BAAS

ADELINE ANDRÉ / M+F GIBRAUD / DAVID CLAERBOUT / HORIYOSHI III

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Margriet Smulders, Siren Ink, 2010, photography, © Margriet Smulders, courtesy Ronmandos gallery

 

:: PRÉLUDE ::

 

 Introduzione.

Da parecchio, crani e scheletri costellano imperiosamente i nostri percorsi liminari tra arte, comunicazione, musica, moda e design: la contro-cultura che si fa cultura e specchio del gusto della massa, fa diventare questi motivi le – brrrrr – pinko bag degli anni zero. Su quest’onda, una mostra parigina
sulle vanitas, con tanto di zampino italiano, in corso al Musée Maillol, ripaga di questa iconografia debordante con un ultimate best of che attraversa secoli e forme estetiche.

Maledizione.

“Se nessuno me lo chiede, lo so; se voglio spiegarlo a chi me lo chiede, non lo so”. Così Sant’Agostino, nelle sue Confessioni, manifesta il suo smarrimento nei confronti del Tempo. Come dargli torto? Quello che è, ma è inafferrabile, che se è passato è perso e può essere al massimo memoria, se è futuro non è
ancora, è incertezza, è attesa, e se è presente…, il tempo che lo dici ed è già passato. Più cresci, e ti sembra di fare le cose meglio, di essere padrone del tuo tempo, più vivi una riduzione del tuo futuro e un ammassarsi del tuo passato.

Rivelazione.

Se il tempo, a differenza del postino, non suona mai due volte, voi qui cogliete i fremiti, gli indizi di utopie, le idee semplicemente geniali che abbiamo messo insieme per tradurre lo spirito dei tempi. E, siccome non abbiamo il senso della misura – è noto -, per voi una dolce e incauta Primavera con il più lungo e largo dei DROME, che accoglie il bello e il cattivo tempo, in cui si intercettano scenari possibili, slittamenti del pensiero, mentre tremano categorie interpretative che non sanno più leggere la realtà, e allora anche un oracolo può dare una mano. Siamo il vostro orologio ma, come in Joyce, non ammobiliamo e stop, non diamo solo un tono al vostro studio, noi vi offriamo il potere radiante di un terzo occhio per frugare nel buio di questi tempi.

Devozione.

Per ultima ma non da ultima, una nota personale, che col tema ha purtroppo a che fare e la cui importanza supera qualsiasi cosa io vi abbia raccontato fin’ora. Con la sua intelligenza smisurata e la sua grazia gioiosa, ci aveva esortato al numero dei numeri, quello sul tema tabù per eccellenza: la Morte,
appunto, che contiene tutti i tempi. E’ arrivato prima il tempo, che ha dentro la fine dei giorni. Il nostro Uccio, con i suoi pezzi d’architetto-urbanista-scrittore-melomane, ha dovuto congedarsi da DROME e da tutto il resto. Se quello che troverete a p. 102 è il suo ultimo articolo per noi, in realtà, ogni pagina di questo numero ha trovato un senso pensando a lui. E non mi stupirei affatto se continuerà ad ispirarci e a motivarci a proseguire nell’incredibile cammino intrapreso.

Rosanna Gangemi

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