BLACK MASS RISING ::
SOUNDTRACK TO THE 2ND COMING

Una strana filosofia si affermò nel Medioevo, ossessionata dal potere occulto di pietre e gemme preziose. All’epoca si credeva che queste pietre fossero investite dei poteri delle stelle, diffondendo la magica virtù dei cieli. La colonna sonora di Black Mass Rising, che accompagna il film dell’artista belga Shazzula Nebula, possiede forse un analogo genere di poteri occulti. Oltre a conferire uno spessore autonomo ai singoli brani, il progetto della regista di Bruxelles è riuscito a generare una propria “massa”: il modo in cui il film è commercializzato e distribuito, attraverso i social media e una serie di performance in festival internazionali, congiunge e fonde gli elementi di una scena musicale globale. Il progetto sembra trarre inconsciamente spunto dalle tradizioni dei simbolisti francesi, dove le parole sono strumenti inadeguati per esprimere la realtà, e risultano subordinati al simbolismo, alle immagini e ai suoni elevati a forme poetiche altamente strutturate. Allo stesso modo, la regista ha declinato immagini di gesti rituali in 22 sezioni filmiche, abbinate ad altrettanti frammenti musicali concepiti da 22 diversi artisti, tra i quali Mater Suspiria Vison, Sylvester Anfang II, Burial Hex e Master Musicians of Bukkake (vedi DROME 19 – the Supernatural issue).

Nel corso del mese di Aprile 2012, la colonna sonora di Black Mass Rising sarà pubblicata come cofanetto in edizione limitata, contenente tre LP: come se il sound, così etereo, dovesse necessariamente assumere una forma più concreta per arrivare al mondo.
DROME ha interpellato Shazzula circa il suo film, la colonna sonora, e la sua imminente performance con Osman Arabi in occasione di Irtijal, il 12° Festival Internazionale di Musica Sperimentale che si tiene ogni anno a Beirut, Libano.*

Black Mass Rising, video still, 2012 © Shazzula

DROME: Credi che il tuo progetto Black Mass Rising risponda ad uno stato d’animo globale, o è più una tua visione personale?
Shazzula: Credo che questo progetto sia più di un semplice stato d’animo. Tutto in Black Mass Rising è improvvisato, come un istinto.

D: Che tipo di influenza desideri avere sul pubblico? Sei spinta dall’intento di scioccare, o forse di curare?
S: Il titolo del mio progetto ha su alcune persone un impatto davvero negativo: viene da pensare che si tratti di una schifezza metal, o di robaccia un po’ goth. Il mio film non è né violento né hippy: è come un puntino in equilibrio tra pesante e leggero. Dal tipo di estetica che si può creare utilizzando esclusivamente materiali poveri, si può riuscire a mostrare la bellezza nel buio, come in un sogno apocalittico. La musica segue una sorta di visione mistica del giorno del giudizio. Ci sono 22 brani e 22 diverse parti del film unite in un’unica visione dall’estetica delle immagini nell’arco di 120 minuti.

D: Le tue immagini hanno una sorta di estetica antica, e allo stesso tempo hai utilizzato una tecnologia quanto mai attuale per girare il film (una camera digitale portatile). Molti dei luoghi ritratti sono siti antichi o sacri. Dove stai cercando di condurre il tuo pubblico? Leggendo il titolo del film, si potrebbe pensare ad un appello alle persone a riunirsi e sollevarsi contro qualcuno o qualcosa, o è forse un invito a guardarsi indietro e riaffrontare la propria storia?
S: Black Mass Rising non è un film politico o rivoluzionario, né parte da una riflessione sulla religione: è solo una visione. Io desideravo che il film risultasse atemporale, che contenesse degli elementi architettonici che potrebbero appartenere al passato come al futuro, come anche ad un universo parallelo! Queste simmetrie visive non vanno contro niente in particolare.

Black Mass Rising, video still, 2012 © Shazzula

D: In un certo senso, le modalità di commercializzazione di questo film sembrano il frutto del lavoro di un alchimista medievale, che immagina un mondo unificato e si rivolge ad un pubblico globale. Hai intenzione di riunire il tuo pubblico e gli artisti in qualche modo?
S: Riuscire ad interpellare tutti i gruppi coinvolti nella colonna sonora di Black Mass Rising insieme, nell’ambito di un evento, sarebbe qualcosa di apocalittico! Un sogno…

D: Come ti hanno trovato gli organizzatori del festival libanese Irtijal?
S: Vi partecipano molti artisti associati al film e alla label Black Mass Rising. Alcuni di loro sono creativi e promoter attivi e noti in tutto il mondo. Osman Arabi è un grande drone artist libanese, che ho scoperto lo anno scorso attraverso P. Marie, e sono molto onorata di potermi esibire con lui in due eventi in Libano, anche se sarà proiettata solo una breve sezione in bianco e nero del film a causa di una controversa scena psichedelica. Io e Osman ci prepararemo per due o tre giorni prima dell’evento al Festival Irtijal. In quanto parte integrente della nostra visione apocalittica, la performance sarà molto forte, drony e rumorosa, totalemente oscura e illuminata solo tramite ripetitivi flash di luce. Ci esibiremo anche a Tripoli, la città di Osman.

D: Che tipo di accoglienza ti aspetti che Black Mass Rising avrà nel mondo orientale?
S: Non mi aspetto niente di particolare. Sono molto paziente, e mi auguro che la squadra di Black Mass Rising si goda il viaggio. Sono anche curiosa della vita a Beirut e Tripoli, della cultura, della musica, dell’arte, della natura e dei villaggi perduti. Voglio andare in giro per biblioteche, musei, locali, evitando le zone turistiche. E in base ai risultati della mia ricerca sul luogo, magari potrei avviare un nuovo progetto in Libano.

Philippa Nicole Barr
04.04.2012

* La prima performance legata al progetto Black Mass Rising andrà in scena il 6 Aprile 2012 al Beirut Art Centre Jisr El-Wati, dove la proiezione del film sarà accompagnata da un live di Shazzula e Osman Arabi, nell’ambito dell’Irtijal Festival (www.irtijal.org).

BLACK MASS RISING
un progetto di Shazzula
web: www.blackmassrisingsociety.blogspot.com